La biblioteca si trasforma in una casa, soprattutto da quando è aperta fino a mezzanotte. Mancherebbe solo la doccia per pensare seriamente a un trasferimento definitivo. La scelta di un posto vicino alla finestra sembra accelerare ancor più il ricambio delle stagioni. Sole, pioggia, nuvole sparse.. poi ancora pioggia (meglio, tanto devo studiare!), sole ( e io chiuso qui dentro..) imparando a essere sempre più metereopatici.
Ci si lambicca per scrivere correttamente una citazione sperando di non dover ricorrere mai a una fonte presa dai terribili e temuti "atti di convegno" che amplifica le possibilità di sbagliarne la formula. Si legge, rilegge, ririlegge e infine riririlegge in un vortice in cui è impossibile uscire e che conduce all'insoddisfazione perenne riguardo al proprio lavoro.
Fortunatamente alla fine del tunnel esiste una luce, anch'essa figlia delle regole del tempo, fatta di consegne, preparazione alla discussione, voce tremante. Processo concluso da un grande e liberatorio sospiro di sollievo.




